|
PEPERONCINI DAL MONDO
Molti dei nostri clienti ed amici, ci hanno chiesto di avere una panoramica sul mondo dei peperoncini. Sarebbe impossibile riassumere e raccontare qui gli anni di lavoro, le esperienze, le tecniche colturali e le prove che la nostra azienda ha superato per riuscire a raccogliere una delle più importanti collezioni in Italia e forse in Europa. Crediamo però di fare cosa gradita agli appassionati di questo “fuoco vegetale” con i cataloghi visivi, ordinati alfabeticamente, che abbiamo raccolto tra le nostre produzioni e messo a disposizione dei navigatori di questo sito.
Capsicum Peperoncino piccante
Dal "Goulash" ungherese al "Chili" del sud degli Stati Uniti, dal "Kimchi" coreano alle salse "Chutney's" indiane, passando per la salsa "Xnipek" messicana e perchè no, agli spaghetti aglio, olio e peperoncino, questo frutto infiammma la cucina di numerosi paesi del mondo. Consumato principalmente nei paesi caldi, il peperoncino è diffuso in Thailandia e sud est asiatico, India, Africa, sud Europa, Balcani e Ungheria, sud degli USA, America centrale e parte dell'America latina. E proprio in America latina era coltivato, o perlomeno consumato, già 8000 anni prima che gli spagnoli lo introducessero in Europa. Un peperoncino 'Habanero' è stato trovato nelle grotte di Guitarrero, in Perù, in insediamenti umani datati 6500 A.C. Passato pressochè inosservato in Europa (era considerato la spezia dei poveri e le grandi potenze di allora si arricchivano con il commercio delle spezie vendute a peso d'oro) fu grazie agli Arabi e ai Turchi che si diffuse verso est e, grazie a questi ultimi e all'occupazione dei Balcani, fece ritorno in Europa. Originario degli altipiani della Bolivia si è diffuso in tutta l'America centrale grazie agli Incas e alle popolazioni precolombiane ed è proprio in Bolivia che cresce il probabile precursore di tutte le varietà di peperoncino (sono poco meno di 2000) appartenenti nella maggior parte a C. annuum, ma anche a C. baccatum, C, frutescens, C. chinense, C. pubescens e poche altre specie. Della trentina di specie esistenti solo 11 sono consumate dall'uomo e 5 (quelle nominate poco sopra) quelle coltivate. Dal punto di vista estetico i peperoncini possono essere suddivisi in due gruppi: i peperoncini ornamentali (piante più compatte aventi in genere piccoli frutti che spesso cambiano colore in base al grado di maturità) e i peperoncini classici ( con piante alte un metro o anche più e frutti di dimensioni variabili. Tutti sono commestibili (anche quelli ornamentali) e il grado di piccantezza è variabile in relazione alla quantità presente nei frutti di un gruppo di sostanze, la più importante delle quali è la capsaicina (sostanza inodore, insapore e incolore) che provocano una sensazione di bruciore nella bocca, lacrimazioni, secrezioni nasali e in alcuni casi sudorazione. La capsaicina alla diluizione in acqua di 1:100.000 è in grado di produrre vescicole a livello della mucosa boccale e sulla lingua. I frutti di peperoncino contengono anche una buona quantità di vitamina C. (5 volte in più che negli agrumi) e una quantità inferiore di Vitamina A. E. K. e PP. Nel 1912 un farmacista americano, Wilbur L. Scoville ideò una scala della “piccantezza” , basata sulle diluizioni, Questa scala inizia dal valore 0 (per i peperoni dolci) fino oltre 300.000 per gli Habanero, i peperoncini più piccanti. La capsaicina è concentrata nella placenta, la parte bianca all'interno dei frutti che sostiene i semi, mentre nella polpa la concentrazione di capsaicina è irregolare. Pare che questo alcaloide intervenga positivamente nella germinazione dei semi svolgendo un'azione antifungina. Di certo la piccantezza dei frutti serve ad evitare che i mammiferi mangino i frutti mentre gli uccelli che non sono sensibili al bruciore causato spargano i semi su territori più vasti. La semina avviene normalmente 2 mesi prima del possibile impianto all'esterno e il tempo di germinazione è variabile in base alla temperatura: con 25°C la germinazione avviene in 10 giorni circa, a 18°C in 15 giorni mentre con temperature più basse i tempi si allungato e la germinazione è più problematica. Dopo la ripichettatura è preferibile non esporre le piante a temperature troppo alte per fortificare gli steli e per favorire la ramificazione dal basso. La temperatura del terreno influisce sulla crescita e va mantenuta tra i 15°C e 25°C, al di sotto dei 10°C e sopra i 35°C la crescita si ferma e i fiori cadono compromettendo la raccolta. Tutti i peperoncini si adattano sia alla coltura in vaso che a quella in pieno campo e la dimensione dei vasi è in relazione alla taglia della pianta. In pratica si usano vasi da 12-13 cm. di diametro per le varietà più basse fino ai 20-24 cm. di diametro per le altre varietà. Le piante coltivate in vaso amano le posizioni soleggiate e un'irrigazione, anche quotidiana, con piccoli dosi di acqua, evitando i ristagni. Aiuta di certo una fertirrigazione al 2 per mille ogni 15 giorni, con un concime con rapporto N-P-K 1-3-3. Al sopraggiungere dell'autunno è consigliabile proteggere le piante dal freddo, prima posizionandole contro un muro o comunque in posizione riparata, poi eventualmente in serra od in casa, per godere dei frutti anche fino a Natale. Poichè, contrariamente a quanto si crede, una buona parte dei peperoncini può vegetare per più anni, possiamo conservare la nostre piante dopo la raccolta dei frutti, ricoverandole in un locale fresco, ma al riparo dal gelo, con una temperatura intorno ai 10 - 12°C. Ora non rimane che sfogliare le fotografie del catalogo e scegliere le forme ed i colori che più vi piacciono, oppure passare direttamente alla pagina delle piante e dei semi di nostra produzione, cliccando sulle immagini.
|